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Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

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Notizie 03/04/2017

03 aprile 2017


Negli ultimi tempi, e soprattutto dopo l’entrata in vigore da gennaio 2016 del bail-in, si parla molto della garanzia prestata dal "fondo interbancario di tutela dei depositi" nei confronti dei conti correnti e dei conti deposito.

Cerchiamo di capire meglio cos’è e come funziona visto che ne sento parlare molto spesso sui media ma nessuno dice realmente come funziona, facendo credere che sia una garanzia “incondizionata” sui conti correnti e sui conti deposito.

 

Come probabilmente ognuno di voi saprà la garanzia prevede la copertura fino a 100.000 euro di depositi su conto corrente o conto di deposito per ogni depositante per banca.

Quindi possiamo riassumere così:

- ogni depositante è garantito fino a 100.000 euro detenuti presso uno stesso istituto, il calcolo è fatto facendo la somma di tutti i depositi; questo significa che se un correntista detiene tre conti correnti nello stesso istituto, a formare la soglia dei 100.000 euro concorrono i tre conti concorrono e non ogni singolo conto di conseguenza se il deposito sui tre conti ammonta a 250.000 euro il correntista se ne vedrà rimborsare, in caso di default dell’istituto, solamente 100.000;

- se i rapporti sono cointestati la garanzia sale di 100.000 euro per ogni intestatario dei rapporti, questo significa che se il conto è intestato a due soggetti la garanzia sale a 200.000;

- se i rapporti sono presso istituti differenti ogni depositante è garantito per 100.000 euro per ogni istituto, vale a dire che se detengo un valore medio su conto corrente superiore a 100.000 euro conviene aprire rapporti con più istituti di credito, riprendendo l’esempio fatto al primo punto se i 250.000 fossero depositati su tre istituti differenti e nessuno dei tre avesse depositi superiori a 100.000 euro la garanzia sarebbe su tutti i 250.000 euro.

 

E’ doveroso inoltre fare una precisazione molto importante, il fondo interbancario di tutela dei depositi (FIDT) non è statale, per cui la garanzia sui depositi non è prestata dello Stato infatti è un consorzio tra banche che sono obbligate ad aderirci per legge, il fondo interbancario si applica solo alle banche che sono "società per azioni" dal consorzio sono fuori i crediti cooperativi in quanto hanno un loro fondo di garanzia apposito.

Riepilogando la garanzia del fondo si applica solo a:
- Conti correnti
- Conti deposito

 

La garanzia invece non si applica ai seguenti strumenti:
- Pronti contro termine
- Obbligazioni della banca

Il motivo della distinzione è semplice: il fondo copre solo i depositi e non gli investimenti.

Attenzione perché non sono tutelati neanche i "certificati di deposito al portatore".

Al contrario invece sono tutelati gli "assegni circolari" e i "certificati di deposito nominali".

 

A questo punto, andando più nel concreto, quello che è necessario chiedersi è se in caso di fallimento della banca di cui sono correntista sarò sicuro di avere indietro il mio denaro.
Bisogna dire che
la risposta è affermativa più in linea teorica che pratica, infatti se a fallire è una banca di piccole dimensioni il salvataggio è quasi scontato, ma se a fallire è un istituto di maggiori dimensioni o più banche contemporaneamente, non è affatto sicuro che tutte le banche siano in grado, o comunque, disposte a fornire la liquidità necessaria a risarcire i correntisti con la conseguenza, per quest’ultimi, di perdere i loro risparmi. Infatti in caso di intervento del Fondo Interbancario le banche consorziate sono obbligate a riunirsi e decidere il da farsi ma non sono obbligate ad intervenire e rendere disponibili dei soldi per il salvataggio, per cui sono libere di mettere il denaro necessario ad un eventuale salvataggio così come sono libere di non farlo.

A tal proposito è opinione di molti che in caso di default di un istituto di grandi dimensioni il FIDT non sia in grado di far fronte alla garanzia richiesta.

Ecco quindi perché sostengo che quanto si dice su stampa e tv non sia del tutto vero o comunque la garanzia di cui su parla non sia cosi solida come si racconta.

 

Se si verifica un caso di fallimento, o default, la procedura di rimborso del fondo non deve essere attivata mediante nessuna procedura o richiesta da parte del soggetto “danneggiato” infatti il fondo si muove in automatico.
Il rimborso, che ricordiamo copre fino ad un massimo di 100 mila euro per depositante e per banca, avviene entro 20 giorni lavorativi dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta.
Nella realtà in determinate situazioni la Banca d’Italia può prorogare di ulteriori 10 giorni lavorativi il rimborso.


 

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