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Consulenza finanziaria indipendente: miti da sfatare

Cominciamo a sfatare l’opinione comune secondo cui l’andamento dei mercati finanziari e l’andamento dell’economia siano legati da un semplice rapporto di causa-effetto

La realtà è invece che la previsione del comportamento futuro dei vari asset finanziari, fatta sulla base di determinati dati macroeconomici o resoconti aziendali elaborati da analisti finanziari (prescindendo dall’imparzialità degli stessi), solo in alcuni casi può avere valore in un’ottica temporale molto dilatata, ma nel breve e medio periodo è spesso causa di moltissimi errori. Il motivo è da ricercarsi nel fatto che il mercato azionario è un “discounting process” (ossia un processo che sconta qualsiasi cosa) e quindi anche se le analisi fondamentali sono corrette il mercato potrebbe averne già scontato i risultati con la conseguenza che i prezzi potrebbero andare nella direzione opposta di quella fondata sui dati correttamente rilevati.

Dobbiamo a questo punto sfatare un altro luogo comune secondo cui nel lungo periodo gli investimenti azionari sono da preferirsi rispetto a quelli obbligazionari

In realtà non conta la valenza di questo principio ma l’errata percezione del “lungo periodo”.
Infatti tale principio funziona, e le analisi storiche lo dimostrano, solo se si fosse capaci di realizzare una strategia buy and hold (comprare e tenere) per un periodo di decenni; questo è il punto non si parla né di mesi né di anni ma di decenni. In finanza esistono due terminologie per definire l’impiego di denaro.
“C’è chi parla di investimenti, c’è chi parla di speculazione, infine c’è chi dice che l’investimento è una speculazione sbagliata”.

Come fare dunque per aumentare le nostre probabilità di successo sul mercato, in un orizzonte temporale ragionevole, garantendoci nel contempo una gestione senza eccessivi stress emotivi delle nostre risorse finanziarie tattiche?

La risposta la troviamo nell’analisi del comportamento del mercato o Analisi Tecnica.
Il principio ispiratore di questa disciplina è che i due elementi chiave del mercato, prezzo e volume, possono essere studiate e classificate dal punto di vista matematico. Infatti la presenza di patterns (configurazioni) di prezzo e volume possono dare indicazioni circa il futuro andamento dei prezzi.
Ovviamente deve essere chiaro che la validità di questi algoritmi matematici o trading system, siano essi semplici o molto complessi, è di tipo statistico e non deterministico, in pratica ci dicono che se succede l’evento A, nel 70% dei casi seguirà l’evento B, ma soprattutto ci dicono anche cosa fare nel caso ci trovassimo nell’ambito di quel 30% di errore statistico.
Non ultimo questi modelli ci consentono di isolare la variabile sicuramente meno gestibile del mercato e cioè la psicologia dell’operatore: applicare un trading system automatico oppure seguire uno schema di regole ben precise ci permette di gestire al meglio variabili complicate da controllare (emozione, emotività...); soprattutto il trading system non ha emozioni, non conosce i due sentimenti che stanno spesso alla base degli errori più comuni dell’investitore, l’avidità e la paura.


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